FINE ART BIANCO E NERO AI SALI DI ARGENTO 2/2

Come funziona il Digingranditore Lambda Durst
La stampa analogica in bianco e nero eseguita è uno degli aspetti più “romantici” legati alla fotografia.
Questa pratica fino alla fine degli anni 90 era diffusa capillarmente anche a livello hoobystico/casalingo. La stampa fotografica in bianco e nero in effetti può essere eseguita con mezzi estremamente “poveri” e non necessita di un laboratorio fotografico professionale.
Chiaramente stiamo parlando di un tipo di stampa base e dai formati contenuti. Tuttavia l'aspetto “democratico” di questo tipo di pratica ha contribuito alla sua popolarità.

Con l'avvento del digitale la camera oscura si è trasformata in camera chiara. A partire dai primi anni 2000 l'entusiasmo suscitato dallo sviluppo delle tecnologie di acquisizione e elaborazione digitale dell'immagine sembravano avere fatto perdere totalmente interesse verso la fotografia in bianco e nero.
Tuttavia LE CARATTERISTICHE UNICHE DELLA FOTOGRAFIA IN BIANCO E NERO (passata l'iniziale frenesia) hanno sancito una sua rinascita anche all'interno del mondo digitale.

Utilizzare macchine fotografiche digitali estremamente complesse per realizzare immagini monocromatiche che “simulano” processi fotografici nati più di 100 anni fa può sembrare effettivamente un paradosso.
Fortunatamente la fotografia e la stampa fine art vivono non solo grazie alla tecnica ma anche all'emozione di chi le utilizza per CONCRETIZZARE LA PRORPIA VISIONE AUTORIALE.

Paradossalmente la rivoluzione digitale (almeno agli inizi) ha prodotto macchine fotografiche molto più performanti delle prime stampanti inkjet fine art. Questo come discusso nell'ARTICOLO PRECEDENTE DEDICATO ALLA STAMPA INKJET FINE ART BIANCO e NERO era e in certo modo è ancora evidente nell'ambito della stampa bianco e nero.
La stampa analogica fine art eseguita in camera oscura ci ha abituati a livelli qualitativi altissimi. Questa idea di “qualità” è dovuta sia a fattori fisici come l'utilizzo dei sali di argento capaci di creare neri profondissimi ma anche al fattore umano che conferisce un'aura di “unicità” alle opere così realizzate.
Il nostro LABORATORIO FOTOGRAFICO PROFESSIONALE per realizzare stampe fotografiche fine art in bianco e nero si affida sia a STAMPANTI INK JET FINE ART CANON e EPSON che a un DIGINGRANDITORE LAMBDA DURST.

Molti ci domandano come funziona questo ingranditore digitale e quali operazioni vengono svolte nel nostro laboratorio per realizzare le SILVER GELATIN PRINT SU CARTA ILFORD.
La prima cosa da dire è che si tratta di un processo che richiede un file digitale già lavorato che poi verrà trasferito sulla carta fotografica mediante un processo di foto impressione come accade in un ingranditore classico.
Il file digitale può essere sia “nativo digitale” che il risultato di una SCANSIONE A TAMBURO o SCASIONI  IMACON PROFESSONALI.
Il cliente ci può comodamente consegnare il file da lui elaborato e in stampa riprodurremo il tutto in maniera precisa e accurata. Questa “fedeltà” di riproduzione è dovuta al fatto che utilizzando un digingranditore non abbiamo bisogno di creare negativi o inter negativi digitali. Grazie alla possibilità di stampare direttamente sul supporto foto sensibile abbiamo il grande vantaggio di ottenere livelli eccellenti di incisione e di poter controllare il contrasto e le densità direttamente dal nostro schermo.
Questa continuità fra schermo calibrato e output di stampa ci permette di offrire un servizio di STAMPA COLLABORATIVA anche quando realizziamo le nostre stampe fine art in bianco e nero su carte fotografiche Ilford ai sali di argento.
Il processo di impressione fotografica avviene tramite tre laser di tricromia (RGB) che focalizzati attraverso un'ottica agiscono a tono continuo sul supporto foto sensibile.
Utilizzando carte fotografiche bianco e nero ILFORD in bobina abbiamo la certezza di realizzare sempre stampe neutre in quanto all'interno dell'emulsione non è presente nessun elemento cromatico.
Inoltre trattandosi di una stampa a tono continuo il retino di stampa è assente e questo permette di avere transizioni morbide e di poter godere a pieno della grana presente nei nostri scatti.

La carta fotografica così impressionata viene portata in una seconda CAMERA OSCURA DEDICATA ALLO SVILUPPO CHIMICO MANUALE. Trattandosi di una carta fotografica sensibile anche alla radiazione luminosa del rosso l'operatore deve lavorare nella totale oscurità contrariamente a quanto avviene in una camera oscura tradizionale.
Il processo di Sviluppo, Arresto, Fissaggio e Lavaggio vengono eseguiti impiegando prodotti Ilford secondo il flusso di lavoro da loro suggerito. Questo ci permette di consegnare stampe fine art che rispettano i criteri di durata e conservazione forniti dal produttore della carta.

I supporti per il bianco e nero fine art sono essenzialmente una baritata e una satin politenata. Grazie al nostro PROCESSO DI SVILUPPO ARTIGIANALE possiamo anche introdurre TONALIZZAZIONI e TRATTAMENTI AL SELENIO. Questo tipo di lavorazioni extra conferiscono alla stampa caratteristiche uniche che ne allungano la durata.

La possibilità di realizzare stampe fine art ai sali di argento fino al formato 120x400 Cm. unita al nostro SERVIZIO DI PANNELLIZAZIONE MUSEALE e CORNICI ARTIGINALI ci ha coinvolto in importanti collaborazioni.
Le stampe silver gelatin print con digingranditore Lambda Durst sono praticamente indistingubili da quelle eseguite con tecniche tradizionali poiché il tipo di supporto e il procedimento foto chimico sono gli stessi.
Per questo motivo moltissimi autori storici legati al bianco e nero ci hanno affidato le stampe delle loro tirature precedentemente eseguite in camera oscura.