IRENE MONTINI E ROCCO GURRIERI
"INCANTO"
IN MOSTRA PRESSO
IL MUSEO DEL 900

Cprint Lambda su carta metallic con pannellizzazione su Dibond e Cornici Artigianali
Uno degli aspetti più entusiasmanti del nostro lavoro è quello di trasformare le idee e le visioni degli autori in oggetti d'arte. Non importa che poi essi vengano esposti in grandi musei oppure nell'intimità delle proprie abitazioni, il livello di cura che gli dedichiamo è sempre lo stesso.
Il nostro laboratorio fotografico professionale specializzato in STAMPA FINE ART e FINITURE ARTIGIANALI ha la sua sede principale a Firenze ma è anche dotato di uno showroom nel cuore di Milano. La presenza in due territori così diversi fra di loro rappresenta la nostra doppia anima. Da una parte infatti proveniamo dalla tradizione del laboratorio fotografico classico dall'altra invece le nostre finiture che proponiamo derivano dal "saper fare" tipico del territorio toscano.
Unendo artigianato e tecnica siamo in grado di offrire soluzioni di tipo sartoriale agli autori che si affidano alla nostra esperienza quarantennale come nel coso di Irene e Rocco.

La mostra che abbiamo avuto il piacere di produrre per loro incarna in pieno lo spirito del nostro laboratorio. Si tratta infatti di una produzione che ha avuto una genesi non lineare in quanto insieme agli autori ci siamo impegnati al massimo per individuare il supporto fotografico e i materiali che potessero concretizzare le suggestioni e l'estetica unica di "INCANTO".

Molte volte ci viene chiesto quale sia la carta fotografica migliore in assoluto ma in realtà si tratta di una domanda "sbagliata" in partenza poiché ogni opera ha la sua giusta combinazione fra stampa fine art e finiture artigianali. Piuttosto che chiederci quale sia la carta fotografica più performante dobbiamo prima di tutto avere chiaro cosa vogliamo dalla nostra opera. Fortunatamente Irene e Rocco sono arrivati presso il nostro laboratorio con le idee già molto chiare! 

Irene è cliente del nostro laboratorio fotografico ormai da diversi anni e possiamo affermare di aver seguito passo passo la sua evoluzione artistica. Per noi infatti è sempre un grandissimo piacere vedere un "giovane" artista cominciare a orientarsi nel complesso mondo della stampa fine art fotografica e delle infinite possibilità di realizzazione che offre.
Tutte queste combinazioni possono effettivamente disorientare e trarre in inganno chi non abbia una visione e una personalità autoriale forte e definita.

Anche in questo mondo esistono mode e tendenze che dominano la scena per uno o più anni per poi poi essere soppiantate nel giro di pochissimo tempo. Quando si tratta di produrre un'opera entrano in campo moltissimi fattori che possono contribuire al suo successo o fallimento.
Qui entra infatti in gioco l'ormai trito e abusato principio di Ansela Adams di "pre visualizzazione" che noi allarghiamo anche alla fase di produzione e di installazione dell'opera. Negli anni abbiamo notato con piacere che i nostri clienti, grazie al servizio di STAMPA COLLABORATIVA e alla possibilità di confrontarsi in maniera franca e aperta col nostro staff in genere hanno un'ottima meta cognizione di cosa succede una volta che hanno realizzato il loro scatto fotografico.
Lavorare con Irene e Rocco anche in questa occasione è stato estremamente fluido e semplice nonostante agli inizi fossero emersi dei dubbi su quale fosse la migliore tecnologia di stampa fotografica fine art per la creazione di questa importante mostra personale.
In questi ultimi anni abbiamo avuto il piacere di realizzare l'intera totalità delle loro opere grazie al nostro INGRANDITORE DIGITALE LAMBDA. Questa interessante tecnologia di stampa ibrida unisce la praticità dell'elaborazione digitale al gusto unico della stampa fotografica Cprint per il colore o SILVER GELATIN PRINT per il BIANCO E NERO. All'interno del nostro blog abbiamo dedicato numerosi ARTICOLI DI APPROFONDIMENTO a questa soluzione che utilizziamo con grande successo fino dagli inizi degli anni 90'. 
Una delle caratteristiche di questa stampa foto chimica è quella di poter stampare fotograficamente anche su carte metallizzate che ricordano molto da vicino il defunto Cibacrome. Infatti la stampa Cprint con ingranditore digitale LAMBDA su carta Fujiflex è l'unica che riproduca il feeling di questo supporto ormai scomparso da anni ma ricercatissimo da numerosi fotografi.

C'è da dire tuttavia che ormai la STAMPA INKJET FINE ART con plotter di ultima generazione consente di stampare a getto di inchiostro su carte estremamente interessanti. Proprio su questo tema abbiamo realizzato un VIDEO ARTICOLO DOVE COMPARIAMO LE VARIE CARTE METALLIC PER INKJET. Chiaramente il punto forte di questa soluzione è il vastissimo gamut che è possibile raggiungere in fase di stampa. Con un plotter inkjet fine art profilato in maniera professionale è possibile realizzare fine art print su carte metallic dotate di incredibili saturazioni.

Proprio le caratteristiche uniche della Cprint Lambda su carta Fujiflex e dall'altra parte le "performance" tecniche della stampa fine art inkjet su metallic hanno creato un interessante dibattito fra gli autori e il nostro laboratorio fotografico!

Le immagini della mostra fotografica "Incanto" sono caratterizzate da un'estetica decisamente onirica e vantano una palette cromatica dove il rosso e il rosa sono preponderanti. C'è da dire che la stampa fotografica Lambda presenta un gamut abbastanza ristretto proprio in questa area e per questo motivo avrebbe fortemente limitato la saturazione di gran parte delle immagini.
La stampa inkjet fine art su carta metallic invece avrebbe totalmente bypassato questa problematica conferendo tuttavia una diversa matericità alle opere finite.
Il nostro consiglio tecnico è stato quello di passare alla stampa giclée poiché i plotter di ultima generazione di cui siamo dotati ormai riescono a coprire spazi colore decisamente estesi. Inoltre la stampa inkjet fine art consente una ripetibilità assoluta per quello che riguarda sia le cromie che i contrasti.

Nonostante la superiorità tecnica "sulla carta" della stampa a getto di inchiostro rispetto a quella cromogenica alla fine la scelta è ricaduta su questa ultima. Una scelta di questo tipo tuttavia non ci deve sorprendere poiché come ripetiamo a tutti i nostri clienti: "il tipo di stampa migliore in assoluto non esiste".
L'idea che avevano Irene e Rocco era di partenza già strutturata e la loro mostra infatti doveva essere prodotta proprio per seguire l'estetica non solo del loro progetto fotografico ma anche del film prodotto durante le riprese. Trattandosi di un girato su microfilm in effetti la scelta di una tecnologia di stampa un po' meno cromaticamente performante ma dotata di un supporto fotografico "morbido" è poi risultata azzeccatissima.
Il nostro è un lavoro tecnico ma che si basa soprattutto sulla relazione con gli autori che vi danno fiducia affidandoci la produzione delle loro opere. Nei nostri quaranta anni di esperienza siamo riusciti a evolverci grazie all'ascolto e all'incontro con persone che molto spesso lasciano all'interno del nostro laboratorio fotografico importantissimi spunti di riflessione.

Per quanto riguarda le finiture per l'installazione all'interno della sede espositiva sono state scelte delle soluzioni estremamente minimali ma di grande qualità. Le stampe fotografiche lambda di grande formato sono state rese totalmente planari mediante la PANNELLIZZAZIONE SU DIBOND CON BIADESIVO ACID FREE. Questo tipo di montaggio trasforma la stampa fine art su carta metallic in una vera e propria superficie vetrificata che esalta al massimo le sue caratteristiche. Per proteggere e dare ulteriore stabilità a queste preziose opere è stata aggiunta una CORNICE ARTIGIANALE in alluminio ultra sottile.
Era infatti fondamentale dare spessore laterale all'opera senza però appesantirle sul fronte. Le cornici di alluminio appositamente create infatti presentano uno spessore frontale di soli 5mm 
e una spalla di 4cm. Inoltre sono state verniciate con pigmento bianco matte ultra opaco in modo da armonizzarsi con i toni pastello delle immagini.

Uno degli aspetti più entusiasmanti del nostro lavoro è quello di avere il privilegio di partecipare alla genesi che porta alla realizzazione dell'opera d'arte finita. Nel caso di Irene e Rocco questo è stato ancora più interessante vista la natura onirica e visionaria del loro progetto.
Siamo stati molto felici di vedere questi due giovani autori esporre in un contesto così prestigioso il frutto della loro lunga ricerca sia umana che autoriale.

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