L'USO DELLE NUOVE CARTE METALLIC
ULTRA GLOSSY
PER LA STAMPA FINE ART
per
"ELECTRIC SUN"
di
JESSICA BIZZONI

LIghtbox Fine Art, Cprint Lambda e Stampe Fine Art Sotto Plexiglass

LA STAMPA NON E' UNO SCHERMO.

Se guardiamo indietro nel tempo ci rendiamo conto di vivere in un periodo "magico" nel quale per catturare un'immagine e condividerla sono necessari pochi istanti. Inoltre è possibile eseguire elaborazioni in tempo reale e archiviare il tutto in cloud. Operazioni che anche solamente quindi anni fa sarebbero state onerose sia come tempi che come hardware.
Chiaramente tutto questo avviene grazie agli onnipresenti device digitali siano esse macchine fotografiche o smartphone di ultima generazione.

La fotografia è diventata a questo punto estremamente democratica proprio perché creata e consumata su dispositivi dotati di schermi digitali retro illuminati. In questo scenario la stampa fotografica classica ha subito un iniziale declino. Tanti addetti ai lavori nei primi anni 2000 ne avevano già decretato la morte!
Tuttavia il bisogno di "toccare le immagini" in questi ultimi anni sembra essere rinato. Basti pensare al fatto che sono state messe in produzione i supporti per fotografie analogiche a sviluppo istantaneo come le Impossible Porject e che sempre più fotografi stanno tornando a scattare su pellicola.

Tuttavia durante tutto questo periodo si è in qualche modo verificato uno scollamento fra gli autori e le varie tecniche di stampa fotografica. Complice di questo fatto è stata anche la didattica portata avanti dai vari ambienti di formazione dove fino a pochi anni fa si dava marginale importanza al mondo della STAMPA FINE ART  e degli allestimenti.
In questo scenario il nostro laboratorio fotografico infatti è posto e si pone ora più che mai non solo come un punto di riferimento per la stampa fotografica professionale sia inkjet che cromogenica con ingranditore lambda ma anche come un soggetto con cui effettuare consulenze e confronti.

Amiamo dire infatti che il nostro lavoro consiste nel trasformare le immagini e le visioni dei nostri autori in oggetti d'arte belli e duraturi nel tempo e che soprattutto un'ottima stampa fine art è solo l'inizio del lungo percorso che porta all'opera finita.




Trattandosi appunto di immagini all'interno delle quali i soggetti sono illuminati artificialmente è stato fondamentale avere cromie sature e pulite con punti luce brillanti ma non bruciati.
Per fare tutto questo è stata necessaria una fase di pre stampa estremamente puntuale dove abbiamo mantenuto l'estetica iniziale apportando le correzioni per avere un output di stampa in linea con la visione e le aspettative dell'autrice.
Il punto più interessante dell'incontro con Jessica è stato quello dedicato alla scelta del supporto di stampa più opportuno per ottenere il massimo dalle sue immagini. L'autrice aveva già le idee molto chiare in quanto fortemente orientata verso le carte ultra glossy.

Fino a pochi anni fa l'unica carta realmente ultra glossy che avesse un senso era quella chiamata FUJIFLEX e stampata mediante l'INGRANDITORE DIGITALE LAMBDA DURST. Questa Cprint ultra lucida con un finishing metallic è di fatto la versione 2.0 del famoso e compianto Cibacrome. 
All'interno del nostro laboratorio è ancora attivissima una stampante LAMBDA DURST che ci permette ancora oggi di realizzare Cprint a colori e addirittura STAMPE BIANCO E NERO AI SALI DI ARGENTO CON QUESTO INCREDIBILE INGRANDITORE DIGITALE.
Tuttavia le immagini di Jessica presentando saturazioni estreme hanno messo a dura prova la stampa cromogenica con ingranditore digitale Lambda. Ma la soluzione è arrivata in maniera quasi inaspettata!

Grazie alla nostra partnership tecnica con Canon Italia e con altri importanti attori del mondo della stampa fine art siamo fra i primi a ricevere prototipi e supporti demo come nel caso della carta inkjet fine art Ultra Glossy Metallic a Gamut esteso che abbiamo poi proposto a Jessica e che era arrivata in laboratorio solo pochi giorni prima della sua visita.
Dopo una fase iniziale di test print abbiamo effettuato le ultime regolazioni e siamo andati in stampa con sicurezza grazie alla profilatura mediante RIP che effettuiamo su tutti i supporti su cui stampiamo.

Il risultato sono state stampe fine art giclée che sfruttano l'incredibile gamut dei plotter ikjet fine art di casa Canon che riesce a dare risultati sorprendenti su questa carta Ultra Glossy Metallic che il nostro laboratorio ha ricevuto in eslcusiva.
Ricorrendo a questo supporto unico siamo quindi riusciti a ricreare la stessa estetica e le stesse cromie delle immagini che vedevamo su schermo, operazione veramente non da poco se si osservano le immagini presenti in questa gallery.

L'IMPORTANZA DELLE FINITURE.

Nei nostri quaranta anni di esperienza maturati all'interno dell'affascinante e mutevole modo della stampa fotografica professionale abbiamo capito che il successo nella realizzazione delle opere che ci vengono commissionate è strettamente legato al grado di controllo che abbiamo sulle sue singole fasi.
Come abbiamo già detto per noi un'ottima stampa fine art è solo l'inizio del lungo e delicato percorso che porta all'opera finita pronta per essere allestita.

Quello che offriamo non è solo un servizio tecnico ma anche di relazione. Che ci si relazioni con un "autore affermato" o con un amatore evoluto siamo sempre disposti accogliere le sue richieste e a proporre soluzioni in modo da lavorare a quattro mani. Questo ci è possibile perché realizziamo internamente tutte le lavorazioni in maniera totalmente artigianale.
Siamo quindi liberi da formati standard poiché non utilizziamo soluzioni ready-made in quanto per noi ogni autore è unico e quindi il suo lavoro richiede un approccio di tipo sartoriale.

Quello che abbiamo fatto con Jessica rappresenta bene questo tipo di attitudine che parte dalla selezione collaborativa della tecnologia e dei supporti di stampa passando per la color correction delle immagini fino a l'individuazione del migliore supporto su cui pannellizzare la fine art print e con che tipo di cornice rifinirla.
Per molti il supporto su cui effettuare la PANNELLIZZAZIONE DELLA STAMPA FOTOGRAFICA può sembrare secondario, tuttavia è in grado di cambiare radicalmente la texture precepita dell'opera finale. Infatti ogni pannello: forex, dibond, gatorfoam o communication ha delle caratteristiche uniche.
Nel caso di Jessica al fine di rispettare totalmente la superfice ultra glossy della carta metallic da lei scelta abbiamo scelto il dbond come supporto. Il dibond infatti è un tipo di pannello ultra sottile che garantisce assoluta planarità nel tempo.
Chiaramente tutte le nostre pannellizzazioni avvengono utilizzando biadesivo acid free museale in modo da non andare minimamente a intaccare la durata dell'opera.


All'interno del nostro laboratorio fotografico di Firenze e nel CENTER CHROME SHOWROOM MILANO (situato in zona Tortona nel cuore del capoluogo lombardo) è possibile trovare una vasta selezione di cornici artigianali oltre a quelle presenti in questo sito. Tutte le lavorazioni avvengono all'interno della nostra CORNICERIA ospitata nei 600 Mq di spazio dedicati alla realizzazione di opere fotografiche di qualsiasi formato.
Jessica ha approfittato di una delle nostre proposte più particolari e cioè delle cornici in alluminio di tipo Nielsen con finishing metallizzato spazzolato. In genere questo tipo di cornici in alluminio per opere fotografiche godono i grandissima popolarità nelle loro versioni con verniciatura opaca bianca, nera o legno. Tuttavia Jessica ha avuto il coraggio di osare una soluzione estrema ma totalmente in linea con l'estetica del suo lavoro e col tipo di carta fine art scelta insieme a lei.

Il risultato è una serie di opere fotografiche che una volta installate a parete e illuminate in maniera corretta restituiscono in pieno le atmosfere sintetiche della serie fotografica "Electric Sun" di Jessica Bizzoni.
Quando l'Autrice ci ha inviato le foto dell'allestimento presso lo spazio STILL MILANO GALLERY ci ha fatto un enorme piacere.

E' sempre bello vedere il frutto del lavoro degli autori che si affidano alla nostra esperienza prendere forma e venire finalizzato in una mostra soprattutto in un momento complesso come questo!


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